14/11/10

Gnome-Do - strumento di ricerca veloce

Avete bisogno di uno strumento per ricercare velocemente qualsiasi cosa sulla vostra distro ? .... "Gnome-do" !

si possono ricercare: programmi, files, foto.
aprire le cartelle, ecc......

e' un pacchetto compreso nei repository, basta digitare: gnome-do.
per avviarlo la prima: "Accessori" --> "Gnome Do"

quindi usando il tasto "Super" (tasto windows) + Space (barra spaziatrice) .... lo si esegue e cliccando sulla freccia in alto a dx lo si puo' configurare.




24/09/10

VirtualBox - shrink file vdi

premessa, quanto di seguito scritto e' utile in una situale dove:
- sistema host linux
- sistema guest XP.

mi e' capitato di aver definito, durante la creazione di una macchina virtuale, un file vdi dinamico (con massima espansione di 30GB) per un sistema guest XP.

essendo dinamico il file fisico cresce in relazione alle attivita' (installazioni, backup, ecc...) che vengono fatte sul sistema guest e con un po di impegno (ma neanche tanto) si arriva ad occupare fisicamente tutto lo spazio fisico riservato nel sistema host al sistema operativo guest, ossia il file *.vdi diventa grande tanto quanto la sua massima espanzione (30GB).

anche se si disinstallano tutti i software piu' grandi e si cancellano le cartelle con i file che occupano piu' spazio e' vero che nel sistema guest (XP) la partizione C: e' tornata praticamente tutta libera ma purtroppo la stessa cosa non lo si puo' dire del file fisico (*vdi).

Soluzione al problema.

1. operazioni da fare su guest (XP)
- cancellare quanto piu' possibile per ridurre logicamente lo spazio occupato;
- eseguire una deframmentazione dell'hd (, tante volte fino a riaccorpare il piu' possible);
- scaricare un software chiamato sdelete.exe
- quindi sdelete -c c: (serve per riempire di 0 il file vdi laddove ci sono spazi)

2. operazioni da fase su host (linux nel mio caso Ubuntu)
sudo VBoxManage modifyhd /home/nomeutente/.VirtualBox/HardDisks/nomefile.vdi --compact

.... il gioco e' fatto.
il file *.vdi di 30GB a seconda di come siamo stati bravi nella fase 1. lo si puo' ridurre anche a 4GB (praticamente macchina virtuale XP con il solo sistema operativo installato).

07/09/10

hardinfo - visualizzatore hw

e' utile avere uno strumento (software) che ti consente di visualizzare tutte le informazioni relative all'hw installato sulla tua macchina.
su ubuntu viene in aiuto hardinfo

#sudo apt-get install hardinfo





12/08/10

Lucid like Mac OSX

ho provato e riprovato, alla fine questo e' il layout del mio ubuntu 10.4:


da l'idea di un mac, almeno in termini di layout.
i pacchetti da usare:
- Mac4Lin
- awm (Avant Window Manager) 0 SimDock (per la dock bar)
- GTK Spash

francamente mi sono fermato ai primi due pacchetti visto che il terzo serve per modificare le schermate di login.
una guida ben fatta (per la 8.04) la si puo' consultare qui:

11/08/10

sbracando i temi base (radiance e ambiance) di Lucid

se qualcuno dovesse fare come l'amico Giuseppe: cancellare i temi di default (radiance e ambiance) dalla distro 10.4 niente problema puo' contattarmi (come ha fatto lui) oppure continuare a leggere questo post.

da synaptic (o da apt-get) reinstallare: light-themes
il sistema viene riportato (in termini) di temi alla fase embrionale cioe' con i due temi belli e pronti da usare.

ma se poi si vuole chiedere di piu', sempre come l'amico Giuseppe, di voler installare nuovi e piu' sofisticati temi un consiglio (sempre di Giuseppe) e' di installare: equinox con tema faenza
queste le istruzioni per non avere alcun tipo di problema:
sudo add-apt-repository ppa:tiheum/equinox && sudo apt-get update
sudo apt-get install gtk2-engines-equinox equinox-theme equinox-ubuntu-theme faenza-icon-theme

e quindi scegliere quello che piu' ci aggrada da:




09/08/10

installazione VirtualBox su Ubuntu 10.4 TLS - Lucid Lynx

nella reinstallazione dei software utili arriva un primo piccolo intoppo: l'installazione di VirtualBox (gestione dei sistemi virtuali) non va a buon fine, mancano alcune librerie:

virtualbox-3.2: Dipende: libqt4-network (>= 4:4.5.3) ma non è installato
Dipende: libqt4-opengl (>= 4:4.5.3) ma non è installato
Raccomanda: libsdl-ttf2.0-0 ma non è installato


niente panico:

#administrator@asus-x53s:~$ sudo apt-get -f install
e il gioco e' fatto, vengono istallate le corrette dipendenze. in particolare questo e' il listato a riga di comando:

Lettura elenco dei pacchetti... Fatto
Generazione albero delle dipendenze
Lettura informazioni sullo stato... Fatto
Correzione delle dipendenze... Fatto
I seguenti pacchetti saranno inoltre installati:
libqt4-network libqt4-opengl
I seguenti pacchetti NUOVI saranno installati:
libqt4-network libqt4-opengl
0 aggiornati, 2 installati, 0 da rimuovere e 241 non aggiornati.
1 non completamente installati o rimossi.
È necessario scaricare 709kB di archivi.
Dopo quest'operazione, verranno occupati 2359kB di spazio su disco.
Continuare [S/n]? S
Scaricare:1 http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid/main libqt4-network 4:4.6.2-0ubuntu5 [444kB]
Scaricare:2 http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ lucid/main libqt4-opengl 4:4.6.2-0ubuntu5 [265kB]
Recuperati 709kB in 4s (161kB/s)
Selezionato il pacchetto libqt4-network.
(Lettura del database... 126373 file e directory attualmente installati.)
Estrazione di libqt4-network (da .../libqt4-network_4%3a4.6.2-0ubuntu5_i386.deb)...
Selezionato il pacchetto libqt4-opengl.
Estrazione di libqt4-opengl (da .../libqt4-opengl_4%3a4.6.2-0ubuntu5_i386.deb)...
Configurazione di libqt4-network (4:4.6.2-0ubuntu5)...

Configurazione di libqt4-opengl (4:4.6.2-0ubuntu5)...


Configurazione di virtualbox-3.2 (3.2.8-64453~Ubuntu~lucid)...

Aggiunta del gruppo «vboxusers» (GID 124) ...
Fatto.
Messages emitted during module compilation will be logged to /var/log/vbox-install.log.
Success!
* Starting VirtualBox kernel module * done.

Elaborazione dei trigger per libc-bin...

ldconfig deferred processing now taking place
Elaborazione dei trigger per python-central...
administrator@asus-x53s:~$


quindi un bel:
administrator@asus-x53s:~$ sudo /etc/init.d/vboxdrv setup

e aggiunta dell'utente (nel mio caso administrator) al gruppo creato da virtualbox ed ecco il sistema pronto per l'uso.

08/08/10

installazione Ubuntu 10.4 TLS - Lucid Lynx - su ASUS (x53s)

mi sono deciso, dopo mesi di test (fatti da altri) a installare la 10.4, Lucid Lynx.

l'installazione e' veloce anche se cercando di riavviare la macchina viene fuori un problema di I/O.
niente panico, al primo riavvio questo errore scompare, immagino dovuto per lo piu' ai driver mancanti della schada video.
un consiglio spassionato, per chi installa su macchine con scheda grafica ATI di installare immediatamente i driver della scheda ATI Radeon HD 2400.

il sistema si presenta pulito e veloce, gli effetti grafici minimali rispondono alla perfezione.
per chi usa ubuntu come distro di lavoro francamente non me la sento di dire che trova TANTE migliorie rispetto alla precedente 9.10, anzi per certi versi la 9.10 la si puo' considerare, almeno dal mio punto di vista, una delle distro piu' stabili che abbia mai usato.

a questo punto non mi resta che riconfigurare correttamente tutti i pacchetti software che uso regolarmente per lavorare.

la prima nota positiva e' che nella versione 10.4 non c'e' bisogno di installare il package pptp per la gestione della VPN (compatibile con quella Microsoft) e' embedded al sistema stesso.
cosa diversa per il discorso vpn-cisco (in tal caso si rimanda al link di qualche mese fa su questo blog).

22/07/10

decomprimere file .rar

per poter decomprimere un file .rar bisogna installare unrar

#sudo apt-get update
#sudo apt-get install unrar

01/07/10

migrare mail da evolution a thunderbird

affrontiamo il discorso di migrare le mail da evolution a thunderbird
bisogna copiare dalla cartella di evolution i file che non hanno alcuna estensione come inbox, sent ecc... nella cartella dove sono storicizzate le mails di thunderbird

in particolare da /home/nomeutente/.evolution/mail/local/ copiare il file (esempio nel mio caso avevo le mail in un file "2009") nella cartella di thunderbird (per capire qual'e' la cartella dove il mailer storicizza le mail vedere la path in "Impostazione Account":


aprendo il gestore di posta elettronica, il file copiato viene visualizzato come una cartella con lo stesso nome "2009".

17/06/10

migrare mail da kmail a thunderbird

per migrare la posta elettronica da kmail a thunderbird e' necessario prima di tutto creare in kmail dei folder di tipo "mbox".
come da esempio sotto: tasto dx su "Cartelle locali" e creare un nuovo folder.



impostare il "formato mailbox" di tipo "mbox".
fatto questo, bisogna copiare nel folder creato le mail che si vogliono importare su thunderbird.
nel mio caso ho suddiviso per anno di lavoro.

quindi posizionarsi nella directory /home/nomeutente/.kde/share/apps/kmail/mail e spostare i nuovi contenitori nella directory dove vengono storicizzate le mail di thunderbird.
a differenza degli altri file contenuti dentro la cartella "...../mail", i contenitori creati al passo precedente non hanno alcuna estensione.

14/05/10

kubuntu 10.4 - 32bit

dopo quasi un anno e mezzo di ubuntu e in concomitanza ai nuovi rilasci ho pensato bene di cambiare distro, sono passato a kubuntu (KDE 4).
per il momento ho riconfigurato tutto e tranne qualche problemino di avvio distro o qualcosina su akonadi .... mi sembra che il sistema risponde egregiamente !

26/03/10

TOra "Segmentation fault"

per qualche motivo che tutt'ora ignoro di punto in bianco (in piu' rispetto a quando funzionava correttamente, ho installato l'editor Emacs) TOra ha smesso di funzionare.
quando da terminale davo:
#tora
il risultato era: "Segmentation fault"

cercando sulla rete, dopo molte peripezie ho letto, tra le righe di un blog, che una possibile soluzione poteva essere: "la cancellazione del file di configurazione di TOra"
effettivamente dando il seguente messaggio:
#rm ~/.config/TOra/TOra.conf

ovviamente questo fa si che TOra si ripresenta come quando e' stato installato la prima volta, perde tutte le configurazioni fatte nonche' gli alias creati

19/03/10

installazione di "Oracle 10201"

nel seguito di questo blog parlero' di come installare Oracle 10201 (non XE) su Ubuntu 9.10.

bisogna fare delle modifiche ad alcuni file di sistema e consiglio di farsene prima una copia quindi va creato l'utente "oracle" appartenente al suo solito gruppo "dba", quindi configurare opportunamente l'utente ed eseguire runInstaller.
ma procediamo per passi.

1. modifica dei parametri di sistema
#sudo vim /etc/sysctl.conf
aggiungere i seguenti valori
kernel.shmmni = 4096
# semaphores: semmsl, semmns, semopm, semmni
kernel.sem = 250 32000 100 128
#fs.file-max = 65536
net.ipv4.ip_local_port_range = 1024 65000
net.core.rmem_default=262144
net.core.rmem_max=262144
net.core.wmem_default=262144
net.core.wmem_max=262144

dare il comando per confermare le modifiche fatte:
#sudo sysctl -p

quindi modificare il file limits.conf

#sudo vim /etc/security/limits.conf
oracle soft nproc 2047
oracle hard nproc 16384
oracle soft nofile 1024
oracle hard nofile 65536

#sudo vim /etc/pam.d/login
vi session required /lib/security/pam_limits.so

2. creazione dell'utente oracle e del suo gruppo
#sudo groupadd dba
#sudo adduser -G admin.dba -d /home/oracle -s /bin/bash -m oracle
#sudo passwd oracle
e dare la password che si desidera

3. configurazione utente "oracle"
definire la cartella dove installare il motore oracle ed eventualmente dove posizionare "oradata" per i datafile. nel mio caso ho messo tutto nella /home/oracle
inoltre creare una cartella di appoggio dove posizionare l'unzip del file"10201_database_linux32.zip" (che produce una cartella "database")

cambiare il proprietario della cartella "database"
#sudo chown oracle.dba /database/

impostare nel file .bashrc dell'utente oracle i seguenti valori (almeno questi sono quelli impostati da me):
#vim .bashrc
TMP=/tmp; export TMP
TMPDIR=$TMP; export TMPDIR

ORACLE_BASE=/home/oracle/database ; export ORACLE_BASE
ORACLE_HOME=$ORACLE_BASE/1021 ; export ORACLE_HOME
ORACLE_SID=ORA1021; export ORACLE_SID
PATH=$PATH:$ORACLE_HOME/bin

LD_LIBRARY_PATH=$ORACLE_HOME/lib ; export LD_LIBRARY_PATH

4. installazione di Oracle
connettersi come root
#sudo su -
#xhost +
#su - oracle
#export DISPLAY=:0.0

fare un test con utente oracle per vedere se la componente grafica e' attiva:
#xclock

quindi posizionarsi nella cartella scompattata, controllare se il file "runInstaller" e' un eseguibile, e dare il seguente comando (come oracle)
#./runInstaller -ignoreSysPrereqs

se non parte l'installazione controllare come scritto sopra che i file e' un eseguibile e nel caso negativo eseguire:
#sudo chmod a+x runInstaller


partita l'installazione, ho scelto di installare solo il motore e di non creare l'istanza che faro' in un secondo momento.
piu' o meno verso la fine si potrebbero avere dei problemi ma che non sono in alcun modo bloccanti.
in particolare sono due errori di compilazione ma cliccando su "anvanti" l'installazione continua.

5. creazione dell'istanza oracle
come utente oracle, posizionarsi dentro la cartella $ORACLE_HOME/bin ed eseguire:
#./dbca

nel mio caso ho scelto di creare un "database personalizzato", ho deselezionato tutti i componenti aggiuntivi

ed impostato come caracter set "WE8ISO8859P15 - * - West *".
quindi ho dato fine sul riepilogo.
terminata la creazione dell'istanza con la seguente maschera:



6. Configurazione listener e tnsnames
con il comando:
#./netca
ho configurato il listener.ora e il tnsnames.ora

15/03/10

installazione VmWare-Server-2.*

installare vmware su ubuntu (9.10) puo' risultare alquanto complicato, ma seguendo le corrette indicazioni tutto si semplifica.

intanto bisogna registrarsi sul sito www.vmware.com per poter scaricare la versione "vmware-server-xxxx" con la relativa licenza.
inoltre scaricarsi la patch che serve esplicitamente per ubuntu:

wget http://www.ubuntugeek.com/images/vmware-server.2.0.1_x64-modules-2.6.30.4-fix.tgz

quindi scompattare il tar.gz, entrare nella relativa cartella ed eseguire con i diritti di root il seguente comando:
#sudo ./vmware-install.pl

dire sempre di si a tutte le richieste !!, anche se compaiono errori di compilazione per ilvmmon.

terminata questa fase di installazione, anche se non e' andata a buon fine, non ti preoccupare !, passiamo all'istallazione della patch che dovrebbe risolvere i problemi di compilazione:
#tar xvzf vmware-server.2.*.fix.tgz
quindi
#sudo sh vmware-server.2*.fix.sh

vengono eseguiti tutti i fix necessari alla configurazione del vmware che termina con la seguente schermata:


rimuovere la cartella come descritto sopra:
#sudo -rf /usr/lib/vmware/modules/bin

quindi sempre con i diritti di amministratore:
#sudo vmware-config.pl



la url dovrebbe essere (se nulla e' stato modificato durante l'installazione ossia la porta di ascolto):
https://localhost:8333/

verra' richiesto di abilitare il certificato, ricordarsi che non funge con chrome ma solo con firefox.


12/03/10

clean dei file inutili su ubuntu

per pulire tutti i file temporanei:
#sudo rm -fr /tmp/* /tmp/.??*

per pulire la cache dai programmi disinstallati:
#sudo apt-get autoclean

per pulire la cache del gestore dei pacchetti digitiamo:
#sudo apt-get clean

per eliminare i file relativi alle dipendenze ormai obsoleti:
#sudo apt-get autoremove

rimuovere le librerie inutili:
#sudo apt-get remove --purge 'deborphan'


(#sudo apt-get install deborphan (per installarlo))

11/03/10

"centos 5.4" su virtualbox

Host: Ubuntu 9.10
Guest: Centos 5.4

terminata la fase del sistema operativo Centos, passiamo all'istallazione dei componenti aggiuntivi di VirtualBox, che servono per gestire meglio alcune periferiche come video, presa e rilascio del mouse, condivisione di file e cartelle.
Cliccando sulla voce "Dispositivi" --> "Virtual Guest Additions" viene montato sul dektop del sistema guest la cartella "VBOXADDITION_3*"


come utente root:
root>cd /media/VBOXADDITION_3*
root>sh ./VBoxLinuxAdditions-x86.run

installati i pacchetti aggiuntivi, bisogna comunque intervenire sul sistema Centos a riga di comando per configurare correttamente la risoluzione del monitor e per condividere cartelle tra il sistema Host (Ubuntu) e quello Guest (Centos).

1. configurazione risoluzione video
adattare la risoluzione dello schermo alla scheda grafica.
bisogna editare il file /etc/X11/xorg.conf come utente root e fare in modo che la sezione Screen coincide con:

Section "Screen"
SubSection "Display"
Depth 24
Modes "1750x1090" "1600x1200" "1600x1024" "1440x900" "1400x1050" "1280x1024" "1280x960" "1280x800" "1152x864" "1152x768" "1024x768" "800x600" "640x480"
EndSubSection
Device "Device[0]"
Identifier "Screen[0]"
Monitor "Monitor[0]"
EndSection

in particolare e' importante aggiungere la sezione Modes.
per maggiori dettagli si veda:


2. condivisione di cartelle tra host e guest
con il sistema guest spento, andare sulle impostazioni della macchina virtuale ed aggiungere una cartella condivisa.
vengono date delle indicazioni di merito per la condivisione


quindi startare il sistema guest (Centos) e creare una cartella su cui montare la cartella condivisa.
nel mio caso ho scelto di condividere la cartella Pubblici del sistema Host ed ho creato sul sistema Guest un omonimo in /mnt

da root
root> cd /mnt
root> mkdir Pubblici
root> mount -t vboxsf Pubblici /mnt/Pubblici

ovviamente se quest'ultima non viene inserita nel fstab, ogni volta va rieseguito
root>vim /etc/fstab

un modo diverso per montare all'avvio la cartella condivisa e' quella di mettere il comando mount direttamente nel file /etc/rc.d/rc.local sempre editando il file con i diritti di root
root>vim /etc/rc.d/rc.local

aggiungere alla fine la riga:
mount -t vboxsf -o uid=user-proprietario,gid=gruppo-proprietario,rw Pubblici /mnt/Pubblici

e' stato messo un utente ed un gruppo che sulla cartella condivisa puo' operare in lettura e scrittura.
questo perche' se messo nel file fstab probabilmente il sistema operativo, non avendo ancora installato le Guest-Additions non conosce il tipo vboxsf mentre il file rc.local viene eseguito alla fine di tutto e quindi il sistema riconosce il comando -t vboxsf nel mount.

08/03/10

shell bash (Bourne Again Shell)

le personalizzazioni più utili della bash: PATH, alias, prompt

se operiamo da linea di comando, dopo essere entrati nel sistema ci troveremo di fronte ad una shell che ci permetterà di interagire col sistema accettando i nostri comandi.
nel mondo Linux esistono una gran varietà di shell, possiamo distinguere tra due grandi gruppi: le shell compatibili con la shell Bourne e quelle compatibili con le shell C.

queste tipologie di shell conservano tra di loro un certo grado di compatibilità insieme a numerose differenze soprattutto per quanto riguarda la programmazione e i comandi per le impostazioni delle shell stesse.

analizzerò solo la shell bash (Bourne Again Shell), la shell compatibile con la Bourne creata dal progetto GNU che é una delle più diffuse e delle più potenti su Linux che offre l'editing della linea di comando e la presenza di una cronologia dei comandi dati e altro.
per sapere quale shell state usando potete dare il comando:

#echo $SHELL

all'interno di una stessa shell distinguiamo tra:
- shell di Login - che si avvia nel momento in cui ci si logga al sistema;
- shell interattive - che permettono di inserire comandi, può essere anche di login (pensate ai terminali lanciati da ambiente grafico);
- shell non interattive - quelle lanciate ognivolta che eseguiamo uno script.

a seconda del tipo di shell il sistema leggerà diversi file di configurazione.

la shell bash utilizza, per il suo funzionamento, alcuni file di sistema (/etc/profile, /etc/bashrc, /etc/profile.d/ ) più alcuni file presenti nella propria home che permettono di personalizzare l'ambiente della shell per il singolo utente.
in particolare a seconda del tipo di shell vengono letti i seguenti file:
- shell di login: /etc/profile e poi dalla propria home .bash_profile, .bash_login, .profile (di questi ultimi tre verrà letto solo il primo file esistente)
- shell di login: .bash_logout, questo file viene letto all'uscita dalla shell
- interattiva: .bashrc
- non interattiva: variabile d'ambiente BASH_ENV

assicuratevi che nel file .bash_profile (o .profile) ci siano le seguenti righe:

if [ -f ~/.bashrc ]; then
source ~/.bashrc
fi

in questo modo ogni volta che lanceremo la shell di login verrà letto anche .bashrc (se esiste).
potremo quindi fare ogni modifica in .bashrc con la sicurezza che questo verrà sempre letto.

se vogliamo che le modifiche influenzino tutti gli utenti di sistema agiremo sui file contenuti in /etc/ (profile, ecc...) se invece ci interessa il singolo utente agiremo sui file di configurazione presenti nella sua home, (.bashrc, .bash_profile, ecc...).
dopo aver modificato i file di configurazione per rendere effettive le modifiche dobbiamo far rileggere al sistema il file modificato con il comando source nome_file:
#source .bashrc

variabili di ambiente
può capitare che dopo aver installato un programma, digitiamo il comando (es. firefox) che dovrebbe farlo avviare e otteniamo semplicemente un laconico "Command not found" o simile. il problema risiede nel fatto che la shell cerca i programmi in alcune directory che sono elencate nella variabile d'ambiente PATH.
se vogliamo avviare quel programma dovremmo o inserire il percorso completo (es. /usr/local/bin firefox) o modificare la variabile d'ambiente.

quest'ultima operazione è molto semplice nel digitare in una shell:

export PATH=$PATH:/cartelle/da_aggiungere/al_path
(es.: export PATH=$PATH:/usr/local/bin )
o, se vogliamo rendere permanenti le modifiche, scrivere qualcosa del genere:
PATH=$PATH:/usr/local/bin
export PATH

in .bashrc se vogliamo modificare la variabile per un solo utente oppure in /etc/profile (ma questo file potrebbe variare in base alla distribuzione) se vogliamo che la modifica influenzi tutti gli utenti del sistema.

dopo aver modificato il file .bashrc è necessario far rileggere al sistema il file in questione con i seguenti comandi:
#source ~/.bashrc (oppure . ~/.bashrc)

N.B. tieni presente che la shell cercherà il comando partendo dalla prima cartella elencata e proseguendo verso destra.
quindi nell'esempio sopra, /usr/local/bin/ sarà l'ultima cartella in cui cercherà la shell.

gestione ALIAS
gli alias sono un comodo meccanismo che permettono di assegnare nomi più facilmente ricordabili ai comandi che digitiamo solitamente nella shell.
ad esempio, digitando le seguenti righe in una shell:
alias ll='ls -ltr'
assegneremo all'alias ll il comando ls -ltr.

sarà quindi sufficiente digitare ll per ottenere lo stesso output di ls -ltr.

Prompt
dopo essere entrati nel sistema (login) apparirà il prompt, come il seguente:
administrator@matrix:~$
solitamente il prompt termina con $ se l'utente loggato è un utente normale, mentre termina con # se l'utente loggato è root.
questo comportamento, come anche il resto del prompt, può essere modificato agendo su alcune variabili: PS1 e PS2, la prima permette di modificare il prompt mentre la seconda permette di indicare il simbolo usato quando il comando viene completato su più righe.
vediamo alcuni esempi:
#export PS1='\u@\h>'
permette di ottenere questo: administrator@matrix>
altre variabili da poter inserire nel prompt le potete trovare con un "man bash", eccone alcune:
\d --Data
\w -- Directory corrente
\u -- Nome dell'utente
\t -- Ora corrente
\s -- Nome della shell

rendere permanente il prompt
come Path e alias basterà inserirlo in un file di configurazione con la seguente sintassi:
PS1='\w@\u>'
export PS1

06/03/10

sqldeveloper (by oracle)

come tora anche sqldeveloper (open-source) e' uno strumento grafico per la gestione del database oracle.
per ogni informazione sul prodotto riferirsi al seguente link:http://www.oracle.com/technology/products/database/sql_developer/index.html

dove si puo' scaricare la versione dopo essersi autenticati sul sito (quindi si richiede un account).

dopo avere accettato le condizioni, selezionare la versione desiderata, per ubuntu non sono stati rilasciati i pacchetti .deb, ma solo *.rmp
ovviamente scaricato il file in formato *.rmp bisogna trasformare il tutto in *.deb con alien(leggi come fare).

#sudo alien sqldeveloper_*.rmp

quindi:
#sudo dpkg -i sqldeveloper_*.deb

terminata la fase di installazione, bisogna intervenire sul file un configurazione del software per settare la JAVA_HOME.
in particolare posizionarsi nella cartella dove e' stato installato il prodotto:
#cd /opt/sqldeveloper/sqldeveloper/bin
#sudo vim sqldeveloper.conf

e aggiungere alla fine del file la seguente variabile:
SetJavaHome /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6*
e modifcare se si ha disponoibilita' di RAM il parametro MaxPermSize


esempio di sqldeveloper.conf

SetJavaHome ../../jdk
AddVMOption -Doracle.ide.util.AddinPolicyUtils.OVERRIDE_FLAG=true
AddVMOption -Dsun.java2d.ddoffscreen=false
AddVMOption -Dwindows.shell.font.languages=
AddVMOption -XX:MaxPermSize=256M
IncludeConfFile sqldeveloper-nondebug.conf

SetJavaHome /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.15


e' importante ricordarsi che se java e' stato installato con il "Gestore Pacchetti" (vedi il link) ogni qual volta viene fatto un aggiornamento bisogna modificare la variabile come descritto sopra.

per eseguire il software
#sqldeveloper
o crearsi un'icona sulla barra delle applicazioni.

installazione ambiente java (JDK*)

java e' un componente indispensabile per lavorare, soprattutto in ambienti web-based, in cui si fa uso di application e web servers.
se non si ha la necessita' di dover programmare con il linguaggio java, ma solo usarne le librerie, si puo' installare Java Runtime Environment (jre) leggero rispetto alle librerie java per lo sviluppo: Java Development Kit (jdk).
visto che problemi di spazio non c'e' sono, io personalmente installo sempre la jdk.

metodo 1
scaricare il software dal sito:
http://java.sun.com/javase/downloads/widget/jdk6.jsp

dove vengono richieste le credenziali di accesso, quindi scaricare l'ultima versione del software, io ho preso direttamente:
jdk-6u18-linux-i586.bin

posizionarsi nella cartella dove e' stato scaricato il software e renderlo eseguibile:
#sudo chmod +x jdk-6u18-linux-i586.bin

quindi (con l'utente normale) dare il seguente comando:
#./jdk-6u18-*.bin

nella directory dove ci si e' posizionati per eseguire il comando, viene creata una cartella con un nome molto significato del tipo: "jdk*".
a questo punto si deve fare in modo di legare il compilatore java all'utente e per fare questo bisogna settare manualmente uno dei file di configurazione dell'utente (si rimanda a qualche post: http://ubuntu4work.blogspot.com/2010/03/shell-bash-bourne-again-shell.html) inserendo nella variabile PATH la cartella /bin di java e "dulce sin fundo" settare anche la JAVA_HOME.
nel mio caso specifico ho prima spostato la cartella in /opt e quindi ho volutamente modificato .bashrc (dell'utente) aggiungendo alla fine del file:

export PATH=$PATH:/opt/jdk1.6.0_21/bin
export JAVA_HOME=/opt/jdk1.6.0_21

metodo 2
#sudo apt-get install sun-java6-jdk

metodo 3
ricercare in "Gestore Pacchetti" la voce java ed installare il pacchetto con tutte le dipendenze.

05/03/10

vnc client

per prendere il controllo di una macchina da remoto, possiamo usare in ubuntu il protocollo vnc che a differenza del protocollo rdp (desktop remoto), dove ti viene assegnato una sessione sulla macchina remota, il vnc si prende totalmente il controllo della macchina.

ci sono molti software client di vnc (detti vnc viewer) che ti permettono di fare questo, io ho installato xvnc4viewer, e lo si puo' fare o tramite riga di comando o usando il gestore dei pacchetti:
#sudo apt-get install xvnc4viewer

mentre da "Gestore Pacchetti" selezionare:


quindi lanciando il comando:
#xvnc4viewer


02/03/10

VPN CISCO

in molti clienti per poter lavorare da remoto ho la necessita di connettermi in VPN usando un client CISCO.
fino a qualche anno fa, l'unico modo per fare questo era quello di scaricare pacchetti e modificare file di configurazione.
a partire dalla versione ubuntu 9.04, ci si puo' connettere alla VPN con client CISCO usando le configurazioni grafiche.
occorre installare i seguenti due pacchetti:
#sudo apt-get vpnc network-manager-vpnc

quindi usare:




nel seguito, per i nostalgici, allego alcuni utili link che spiegano passo passo come configurare un client Cisco:
- http://www.blog.arun-prabha.com/2006/11/16/installing-cisco-vpn-and-vpnc-in-ubuntu/
- http://www.longren.org/2007/05/17/how-to-cisco-vpn-client-on-ubuntu-704-feisty-fawn/

24/02/10

installazione Tora per Oracle

molti colleghi non abbandonano windows soprattutto perche' non possono fare a meno di Toad, bene anche su linux esiste un software (sempre della Guest) che si chiama Tora e che assomiglia molto a suo fratello.

intanto e' necessario quanto meno avere la versione client di oracle (oracle-xe-client), nel mio caso ho installato oracle-xe-server.

posizionarsi in una cartella creata ad hoc (/home/nome-utente/srcTora) quindi scaricare i sorgenti di Tora:
#sudo apt-get source tora

dal momento che bisogna compilare, accertarsi che tutte le librerie necessarie alla compilazione sono installate (la lista delle librerie necessarie si trovano nel file: tora_*.dsc nella cartella dove sono stati scaricati i sorgenti)
#sudo apt-get install debhelper kdelibs5-dev kdebase-bin dpatch libqscintilla2-dev cdbs libpq-deva

prima di compilare i sorgenti bisogna modificare il file "/debian/rules" con un qualsiasi editor di testo.
per l'occasione usiamo "ed", in particolare

#ed debiano/rules
#/^DEB/
#i
#DEB_CONFIGURE_EXTRA_FLAGS := --with-oracle
#DEB_DH_SHLIBDEPS_ARGS := -- --IGNORE-MISSING-INFO
#.
#w
#q

quindi compilare i sorgenti non prima di aver impostato sull'utente la ORACLE_HOME e la LD_LIBRARY_PATH (come nel blog su installazione oracle-xe).

mettersi nella cartella dei sorgenti ed eseguire:
#./debian/rules binary (il cui risultato e' un file tora*.deb)
#sudo dpkg -i tora*.deb

PS1: e' fondamentale che sull'utente la variabile di ambiente LD_LIBRARY_PATH venga correttamente impostata. per controllare
#set | more (e controllare la presenza della variabile)

PS2: disponibilita' ad inviare un tora*.deb compilato per oracle.
l'unica accortezza e' di installare almeno il client (necessario per il tnsnames.ora) e alcune dipendenze:
- libstdc++5_3.3.6-17
- libqscintilla2-5

un link utile per installare tora da cui ho tratto molte informazioni:



IMPORTANTE: bloccare la versione da eventuali aggiornamenti. per fare questo da "Gestore di Pacchetti", ricercare "tora" e dal menu' "pacchetto" check su "blocca versione"

diventare amministratore del DB Oracle-XE

per far diventare l'utente abituale operativo sul db oracle, bisogna aggiungerlo nel gruppo dba e settare alcune variabili globali

# sudo adduser administrator dba

assegnargli i diritti di lettura/scrittura nella cartella dove e' stato installato il db oracle, ossia sulla ORACLE_HOME
#sudo chwon "nomeutente".dba /usr/lib/oracle/xe

quindi editare il file di configurazione dell'utente:
#vim .bashrc

ed aggiungere le seguenti variabili globali:
export ORACLE_SID=XE
export ORACLE_HOME=/usr/lib/oracle/xe/app/oracle/product/10.2.0/server
export LD_LIBRARY_PATH=$ORACLE_HOME/lib
export PATH=$PATH:$ORACLE_HOME/bin

bypassare un proxy aziendale con password

a volte si ha la necessita', soprattutto quando si devono fare degli aggiornamenti e/o scaricare software tramite "apt-get" di bypassare un proxy aziendale che richiede le credenziali di accesso.

per fare questo bisogna editare come amministratore il file:
#sudo vim /etc/bash.bashrc

ed aggiungere le seguenti due righe:

export HTTP_PROXY=http://nomeutente:password@server-proxy:porta/
export FTP_PROXY=http://nomeutente:password@server-proxy:porta/

per rendere effettive le modifiche

#cd /etc
#source bash.bashrc

[Aggiunta 05/11/2012]
Un settaggio molto piu' completo, che consiglio su Ubuntu, e' il seguente:

#sudo vim /etc/apt/apt.conf

quindi aggiungere le seguenti linee:

Acquire::http::proxy "http://nomeutente:password@server-proxy:porta";
Acquire::https:proxy "https://
nomeutente:password@server-proxy:porta";

Ovviamente si puo' aggiungere anche i server ftp

compressione e decompressione di file e/o cartelle

spesso abbiamo neccessita' di comprimere dei file.
per comprimere un singolo file esistono varie utility tra cui spicca il noto gzip.

compressione di singoli files

# gzip prova.txt
(se si aggiunte l'opzione -9, forza gzip a usare il piu' alto fattore di compressione).
per decomprimere i file compressi con gzip dobbiamo far ricorso a gunzip:
# gunzip prova.ps.gz

compressione di directory
ovviamente tramite i caratteri jolly comprimiamo o decomprimiamo piu' file alla volta.
per comprimere l'intero contenuto di una directory dobbiamo prima impacchettare piu' file in un unico archivio.
"tar" di per se non effettua nessuna compressione, limitandosi ad accorpare i file.
ad esempio per archiviare i file della directory ~/public in un unico file compresso basta eseguire i seguenti comandi

# tar -c archivio.tar ~/public
# gzip archivio.tar

alla fine dell'esecuzione dei due comandi abbiamo ottenuto un file archivio.tar.gz.

ma per cartelle complesse (ad esempio una cartella di Tomcat) si puo' eseguire una compressione automatica con il seguente comando:
# tar -c -f /tmp/archivio.tgz -z -v /usr

il risultato dell'esecuzione di questo comando e' il file archivio.tgz.

decompressione
il ripristino dei file originari avviene tramite tar richiamato con l'opzione -x

# tar -xvvf foo.tar (che estrae l'archivio foo.tar)

# tar -xvvzf foo.tar.gz (estrae l'archivo foo.tar.gz)

il ripristino di un file *.tgz avviene nel seguente modo:
#gunzip archivio.tgz
il cui risultato e' archivio.tar, quindi procedere come sopra.

start/stop di oracle-xe

1. startup del database
connettersi come utente oracle (viene richiesta la password):
#su - oracle

eseguire il comando sqlplus:
#sqlplus /nolog

quindi:
SQL>connect / as sysdba;
SQL> startup;
SQL>quit;

avviare il listener
#lsnrctl start

2. shutdown del database
connettersi come sopra ed eseguire sqlplus.

SQL>connect / as sysdba;
SQL> shutdown;
SQL>quit;

avviare il listener
#lsnrctl stop


installazione/configurazione oracle-xe

la versione free di oracle, un tempo chiamata "personal-oracle", e' "oracle-xe".
l'unica limitazione sta' nel fatto che la somma della dimensione dei datafile non deve superare 4GB.
ci sono due modalita' di procedere sfruttare il "Gestore dei pacchetti" o scaricando la versione "oracle-xe.*.deb" dopo essersi opportunamente registrato sul sito di oracle.

1. "Gestore dei Pacchetti"
per farlo bisogna aggiungere il repository da cui scaricare il software:
#deb http://oss.oracle.com/debian unstable main non-free

ed importare la seguente chiave:
#wget http://oss.oracle.com/el4/RPM-GPG-KEY-oracle -O- |sudo apt-get add-

quindi aggiornare i repository
#sudo apt-get update

fare la ricerca sul gestore dei pacchetti di oracle-xe e selezionandolo viene richiesto anche di installare le librerie da cui il software dipende come:
- libc6
- libaio
cosi' come in figura:


2. installazione del *.deb
il file scaricato e': "oracle-xe_10.2.0.1-1.0_i386.deb", prima di tutto bisogna risolvere eventuali problemi con le dipendenze, in particolare procedere alla verifica sulla presenza della libreria "libaio":
#sudo apt-get install libaio

quindi posizionarsi sulla cartella dove e' stato scaricato oracle-xe*.deb ed eseguire:
#sudo dpkg -i oracle-xe*.deb

con un messaggio il sistema ci avverte che l'installazione e' terminata ma che bisogna configurare il db.
#sudo /etc/init.d/oracle-xe configure

durante il processo di configurazione vengono richieste alcune informazioni indispensabili come:
- la porta del web-server (di defualt 8080), la porta del listener (di defualt 1521) e le password dei super-utenti (system e sys).

terminata l'installazione, viene creato l'utente "oracle" la cui home e':
/usr/lib/oracle/xe

nel caso in cui si decide di non far partire il db in automatico, ogni volta lo si deve fare a riga di comando.
prima di fare questo e' buona norma impostare all'utente "oracle" una password, questo lo si fa con il seguente comando:
#sudo passwd oracle

e' molto importante per un normale uso del db settare alcune variabili di ambiente sull'utente "oracle".
per prima cosa bisogna creare il file ".profile" e copiarci (con vi o vim) il contenuto del omonimo file dell'utente usato normalmente (ovviamente ripulito di eventuali settaggi particolari) e aggiungere tre variabili di ambiente indispensabili per Oracle:
ORACLE_SID, ORACLE_HOME e la PATH.

un esempio del ".profile":

# ~/.profile: executed by the command interpreter for login shells.
# This file is not read by bash(1), if ~/.bash_profile or ~/.bash_login
# exists.
# see /usr/share/doc/bash/examples/startup-files for examples.
# the files are located in the bash-doc package.

# the default umask is set in /etc/profile; for setting the umask
# for ssh logins, install and configure the libpam-umask package.
#umask 022

# if running bash
if [ -n "$BASH_VERSION" ]; then
# include .bashrc if it exists
if [ -f "$HOME/.bashrc" ]; then
. "$HOME/.bashrc"
fi
fi

# set PATH so it includes user's private bin if it exists
if [ -d "$HOME/bin" ] ; then
PATH="$HOME/bin:$PATH"
fi

export ORACLE_SID=XE
export ORACLE_HOME=/usr/lib/oracle/xe/app/oracle/product/10.2.0/server
export PATH=$PATH:$ORACLE_HOME/bin


per accedere al web-server per la gestione del db:

http://localhost:8080/apex

23/02/10

installazione/configurazione VPN (like microsoft)

per poter configurare una connessione VPN (like microsoft) bisogna prima di tutto installare il pacchetto pptp:

# sudo apt-get install network-manager-pptp

N.B.: al termine dell'istallazione RIAVVIARE la macchina !

da "Modifica Connessioni di Rete", aggiungere una nuova connessione VPN



quindi impostare l'IP pubblico da raggiungere nonche' utente/password.
su "avanzate", impostare il flag "usare cifratura point-to-point" serve per il tipo di compressione da usare ed e' specifico per la simulazione di connessioni VPN tipo Microsoft.




20/02/10

installazione e/o configurazione aMule

anche se per lavoro, puo' far comodo installare e configurare aMule, con cui condividere contenuti di cartelle.

prima di tutto installare il software scaricandolo dai repository di ubuntu, con il comando:

#sudo apt-get install amule

al primo avvio probabilmente appare un message-box con "porta UDP chiusa, ID basso".
niente paura, bisogna abilitare le due porte:
- TCP: 4662
- UDP: 4672
(che servono ad amule per connettersi con l'esterno) sul router o firewall.

nel mio caso uso il router "Alice Gate VoIP", nella sezione "mapping" ho abilitato le porte UDP e TCP cosi':


per il resto dovrebbe fare tutto in automatico, come scaricarsi al primo avvio la lista dei server.

alcuni suggerimenti per ottimizzare e/o risolvare problemi con aMule.

le cose principali per connetterti sono i Kad e i server.
i Kad servono per connettere amule e invece i server servono per la ricerca dei file da scaricare.
andando su tab "Kad" e cliccare su CONNETTI oppure BOATSTRAP e su server e scegliendo il server ideale.
il sever scelto deve avere pochi ping e molti utenti in modo da poter trovare molti file e in piu' avere piu' possibilita' per andare piu' veloce.
connesso al server controllare se si ha ID alto.
quando connesso ad un server che ha un nemero di utenti alto ed un ping basso (ooviamente con ID alto) renderlo statico, con il tasto dx.

puo' succedere che ad esempio aMule non riesce a connettersi al server Kad in automatico. bene per risolvere questo problema scaricarsi il file nodes.dat prendendolo dal sito:
e quindi

mv -f /folder_download/notes.dat /home/nomeutente/.aMule

riavviare il tutto e probabilmente in 2/3 minuti anche il server Kad risulta connesso.

19/02/10

condivisione cartelle su virtual-box


su virtual-box ho installato un sistema operativo windows xp.
per rendere una cartella di ubuntu visibile ed usabile su windows xp (sistema installato in virtual-box) bisogna prima di tutto creare, nelle impostazioni, una cartella condivisa:


quindi avviare il sistema windows xp e connettersi alla cartella condivisa con una "connetti unita' di rete"



[update - 22/07/2010]

12/02/10

variabili di ambiente

l'utente abituato ad un sistema linux (famiglia red-hat) le variabili di ambiente li setta nel file ".profile".
sul sistema ubuntu questo file non esiste a meno che non viene creato nella cartella "/home/nome-utente", una volta creato comunque il sistema lo tratta come file di configurazione per l'utente.

di nativo per configurare ad esempio le variabile di ambiente dell'utente bisogna usare il file ".bashrc"; va modificato (gedit, vi, vim) ad esempio settando le seguenti variabili d'ambiente utili per Oracle:

JAVA_HOME=/usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.15
ORACLE_HOME=/usr/lib/oracle/xe/app/oracle/product/10.2.0/server
ORACLE_SID=XE

per rendere effettive le modifiche

#source .bashrc

08/02/10

alien (rpm 2 deb)

su un sistema operativo debian-based i pacchetti da installare (che trattasi di applicativi e/o patch) hanno come estensione ".deb".
anche se ubuntu sta' prendendo sempre piu' il volo sulle altre linux-distro molti pacchetti, in ambito lavorativo, vengono scritti in formato "rpm", questo dovuto per lo piu' al fatto che sui server la fa ancora da padrone "RedHat", almeno questa e' la mia impressione e/o esperienza (tutti i clienti su cui lavoro hanno tutti redhat 5.x).

a volte si cerca un software gestionale e si scopre che l'unica versione e' in formato .rpm (vedi ad esempio SQL-Developer di Oracle) e per ovviare al problema ci viene in aiuto "alien", applicativo che converte un file *.rpm* in *.deb"

comando per scaricarlo dai repository:

#sudo apt-get install alien

quindi posizionarsi nella cartella che contiene il file da convertire ed eseguire, con i privilegi di amministratore, il seguente comando:

# sudo alien nomefile.rmp

07/02/10

installazione/configurazione di virtual-box

e' vero, ho abbandonato windows ma comunque per cause di forze maggiori sono costretto ad usarlo.
in questo mi viene in aiuto la virtualizzazione.
intanto procurarsi una copia della licenza windows, il piu' delle volte la trovate sulla macchina su cui state lavorando anche perche' in 10 anni non mi e' mai capitato di acquistare e/o di usare un computer senza che fosse dotato di una licenza microsoft.
come virtualizzatore ho usato "VirtualBox" (ovviamente bisogna procurarsi la versione virtualbox-*.deb).
posizionarsi nella cartella dove e' stato scaricato il pacchetto ed eseguire il seguente comando come amministratore del sistema:

#sudo dpkg -i virtualbox-*.deb

durante la fase di istallazione ci vengono richieste alcune conferme, che vengono date tramite la "barra spaziatrice", in particolare prestare attenzione alla seguente schermata:


dove ci viene detto che al termine, bisogna eseguire il seguente comando come amministratore del sistema:

# sudo /etc/init.d/vboxdrv setup

NB: eseguendo il comando di setup si puo' incorrere in un problema di compilazione, in tal caso, tramite apt-get installare il pacchetto build-essential

# sudo apt-get build-essential

terminata l'installazione del pacchetto debian rimane da inserire l'utente nel gruppo "vboxusers" che viene creato automaticamente dal sistema.
per fare questo si puo' usare il metodo da riga di comando

#sudo adduser nomeutente vboxusers

verra' richiesta la password per l'amministratore.
un modo grafico per fare la stessa cosa e' quello di richiamare la funzionalita' "Utenti e Gruppi" dal menu' "Amministrazione":


quindi da proprieta' sul gruppo mettere la spunta sull'utente desiderato.
questo passaggio e' fondamentale sopratutto in merito all'abilitazione delle periferiche sul sistema installato sulla virtual machine.
nel mio caso solo dopo aver inserito l'utente con il quale lavoro nel gruppo vboxusers sono riuscito a lavorare correttamente con le porte usb.




05/02/10

sudo (utente di sistema)

su linux per utente di sistema si pensa immediatamente a "root".
tutte le configurazione e/o modifiche di file protetti possono e devono essere fatte dall'amministratore di sistema:
# su -
l'effetto di questo comando e' quello di aprire una nuova sessione per l'utente root.

su ubuntu c'e' un comando che ci viene in aiuto per poter eseguire con l'utente connesso delle operazioni di amministratore senza dover necessariamente montarlo (tramite: #su - ), volgarmente si prendono i privilegi di amministratore nell'eseguire "quel particolare comando":
#sudo 'nome-comando'

(verra' chiesta la password di amministratore).


per impostarla la prima volta (o comunque ogni qual volta la si vuole cambiare):
#sudo passwd

31/01/10

Perche' Ubuntu

... intanto perche' non ti costa niente, e' affidabile e non hai bisogno di istallare antivirus e firewall e sinceramente non e' poca cosa.
puoi farci tutto quello che ti pare sopratutto per quanto riguarda il tempo libero.
su questo blog cerchero' di illustrare nel modo piu' semplice possibile un uso del sistema operativo per scopi lavorativi, come normale client al posto di XP, Vista o Windows 7.

non sono assolutamente un guru della situazione, quindi non fatemi domande particolari, ma uso ubuntu da un anno sul lavoro e mi trovo egregiamente: mai un crash, mai uno riavvio improvviso, mai una schermata blue !

ovviamente non e' facile adattarsi ad un sistema operativo completamente diverso dal mondo windows .... ma microsoft vi ha mai regalato qualcosa in cambio del vostro quotidiano uso ?
a me no !
e vi posso assicurare che sono tanti gli anni di test gratuito fatto sui sistemi operativi messi in commercio dell'amico bill!

ma torniamo a ubuntu.
la piu' grande difficolta' riscontrata da chi si appresta all'inizio al mondo linux e' quello di avere troppe informazioni da cui attingere e spesso non sempre semplici da seguire.
chi scrive sono sempre super esperti che danno per scontato tutto.
e' un po' come quando si legge un ricetta di cucina e si trova la mitica espressione: "nel frattempo che .... "

non ho la pretesa di scrivere un manuale ne tanto meno di dare indicazioni di merito, ma solo di raccontare passo passo come io ho risolto quel particolare problema.
uso questo blog a mo' di diario, per rivedere nel tempo io stesso quello che ho fatto e se necessario per riapplicarlo nuovamente.
devo installare un particolare applicativo, ad esempio tora, e configurarlo affinche' possa essere usato anche su oracle ? bene, illustro quello che ho fatto.
devo installare "virtualbox", un oracle server, un tomcat, ecc ...

questo e poco altro ancora :-) !